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Campania
Curato da: Fabio Cimmino
De degustatione, le donne non sono più brave
di Fabio Cimmino
So che con quello che andrò a dire mi attirerò l'antipatia del gentil sesso. Spero di non essere tacciato di maschilismo nè accusato di misogenia, chiunque mi conosce potrà tranquillamente smentire simili illazioni... una cosa, però, è certa, non sopporto i luoghi comuni!
Quante volte l'avrete sentito dire? Ditemi la verità! Le donne sono molto più sensibili degli uomini nella vita come nell'approccio alla degustazione, sono molto più portate a riconoscere gli aromi, come negarlo ?!


..."con tutto il tempo che passano in cucina oppure davanti ad uno specchio tra trucchi & profumi"... Tra l'altro, oggi, sarà forse ancora vera la seconda di queste due ultime osservazioni, sulla prima proprio io non ci giurerei. Le donne saranno probabilmente, il condizionale è d'obbligo, più brave degli uomini in una fase "embrionale" di primissimo avvicinamento alla degustazione, quando si è ad un livello "principiante" per intenderci, poi subentrano altri fattori assolutamente indipendenti dal sesso d'appartenenza. Vorrei fare un esempio e spiegarmi meglio. Chi ha frequentato i corsi di sommelier (dove tra l'altro la presenza femminile è massiccia sia in qualità di studenti che come corpo docente) avrà notato come solitamente all'inizio le donne siano sempre più pronte e precise a dare dei riconoscimenti in fase di degustazione soprattutto olfattiva. Nulla da eccepire eppure questa abilità diventa inversamente proporzionale man mano che aumenta il grado di preparazione richiesto e la cosa si fa più seria. Allora la presenza femminile si assottiglia per lasciar sempre più posto ai maschietti. Un pò come tra i fornelli. Le donne sono le regine incontrastate, unanimamente riconosciute, del focolare domestico ma la maggior parte dei grandi chef internazionali (sia di casa nostra che foresti) appartiene al genere maschile.
Nelle degustazioni riservate alla stampa specializzata che mi è capitato di frequentare in questi anni in giro per l'Italia, ho conosciuto due sole (tra l'altro molto in gamba) degustatrici donna: la simpaticissima giapponese Mayumi Nakagawara e la polacca Kate Maciejewska. Un terza cometa olandese è, invece, scomparsa così come era apparsa... Qualche tempo fa in un pezzo inviato al presidente dell'AIS Campania per il sito regionale avevo riportato i risultati di alcuni studi americani che affermavano quanto segue: l'unica vera abilità, o comunque di gran lunga la più importante, nel degustare i vini risiede nello sviluppare quanto più possibile la propria memoria olfattiva, cioà sottoporsi ad un continuo ed estenuante training sul campo. Della serie più (in senso soprattutto qualitativo e non solo quantitativo ovviamente ) degusti e più sei bravo.
Finalmente qualcosa di logico e di sensato. Gli americani hanno, per dimostrare tale tesi (più degusti più sviluppi la memoria olfattiva più sei bravo), sviluppato ed applicato un "PROP TEST" in grado di evidenziare la distribuzione e misurare il numero di papille gustative presenti nel cavo orale di ciascuno di noi. Ci si è accorti, in questo modo, che persone più dotate dal punto di vista "fisico" (cioè un maggior numero di recettori ed una loro migliore distribuzione) non risultassero poi, come c'era da aspettarsi, più brave nella fase di degustazione. A prevalere erano, invece, quasi sempre, le persone più preparate, quelle in possesso di una maggiore preparazione tecnica e che avevano sul palato il maggior numero e varietà di etichette degustate all'attivo. Ritornando al discorso sulle donne penso sia un pò la stessa cosa. Riconoscono più facilmente gli aromi ed i profumi legati alla quotidianità, sicuramente meglio di noi uomini, salvo poi scoprire che non è perfettamente la stessa cosa riuscire a riconsocerli nei vini.
Può accadere, così, addirittura che quello ritenuto un vantaggio all'inizio si possa rivelare, poi, un limite rischiando di trasformarsi da punto di partenza in punto d'arrivo!

Fabio Cimmino
http://euthimya.spazioblog.it/

 
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Editoriale
Nome: Fabio CIMMINO Età: 35 anni Professione: cercare di farsi licenziare dal padre! Sport: un tempo amava farsi massacrare sui campi di football americano! Hobby: vino & vino ! Il mio bianco preferito: Villa Diamante Vigna della Congregazione 2004. Il mio rosso preferito: Marraioli Aglianico Sannio Doc 2001 di Masseria Venditti Il mio rosato preferito: Lopez de Heredia Rosado Crianza Vina Tondonia 1993. Il mio piatto preferito: la pizza fritta (cicoli, ricotta, pepe ed una finta di pomodoro) Il mio ristorante preferito: Taverna Estia Brusciano (NA) Passioni irrinunciabili: cercare di "sbaciucchiare" quella peste di mia figlia!. Le aziende interessate, possono inviare campioni per la degustazione corredati da schede tecniche e profilo aziendale al seguente indirizzo: Fabio CIMMINO Via A.Manzoni, 94 80123 Napoli.


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