Appassionati di Vino
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Campania
Curato da: Fabio Cimmino
UNA RICETTA CONTRO IL CARO VINO
di Fabio Cimmino
UNA DIVERSA IDEA SUL COME AFFRONTARE LA CONTINGENZA NEGATIVA DEL MERCATO DEL VINO.
I prezzi del vino italiano sono troppo alti! Sulle bottiglie più care, fascia dai 20,00 euro in su, mi sembrano auspicabili tagli di almeno il 30%. Non bisogna aver paura di perdere la faccia (come molti allarmisticamente suggeriscono). Il consumatore non aspetta altro che i prezzi tornino ad un livello più "umano" (accessibile!) per poter ritrovare la "propensione all'acquisto" che il caro €uro ha ormai del tutto sopito. Questo vale soprattutto per le sorti di quelle etichette completamente fuori dalla portata del portafoglio comune che semplici ritocchi non basterebbero a risollevare. Parola d'ordine per molti sarà: RIPOSIZIONAMENTO!
Basta cercare di giustificare il caro prezzi. Gli attuali prezzi sono INGIUSTIFICABILI ed è inutile continuare a girarci intorno! Certe volte si può far bella figura (se non addirittura una PIU' bella figura) anche facendo un passo indietro ed ammettere di aver sbagliato o di aver comunque esagerato! Anche questa è SERIETA'!
La riduzione dell’aliquota IVA servirebbe a ben poco. Se un vino invece di costare 24 euro ne costasse 22 sai quanta gente in più ci sarebbe disponibile a comprarlo... hai voglia! Anzi dico di più, anche se un vino invece di costarne 12 ne costasse undici sai che spinta nei consumi registreremmo... Piuttosto si avvantaggerebbero le grosse industrie del vino da un lato ed i soliti scorretti dall’altro che troverebbero dopo l'€uro una nuova scusa per rivedere i propri margini...
Facciamo in modo che quello dell’autoctono non si riduca a una moda passeggera e si trovino fondi adeguati perché si l'interesse per gli autoctoni si traduca in sostegno e finanziamenti, in un banco di lavoro, per università e ricercatori scientifici.
Bisogna prestare maggiore attenzione ai mercati tradizionali. Molti produttori non solo hanno snobbato il mercato interno ma ci hanno, più o meno consapevolmente, rinunciato nel momento stesso in cui hanno deciso di praticare una scellerata politica di prezzi al rialzo in cui solo alcuni mercati hanno potuto seguirli. In realtà non hanno perso solo il mercato nazionale. Hanno perso anche i mercati esteri più sensibili al fattore prezzo. Vedi in primis la Germania .
Prima di esplorare nuovi mercati riconquistiamo le posizioni perdute nei mercati tradizionali. Della serie prima di convincere gli abitanti di Papua Nuova Guinea a bere vino preoccupiamoci che quelli che già ne consumano tornino a bere italiano!
Evitate, cari produttori,di cadere in forme di vittimismo ipocrita ed offensivo verso altre categorie di settore.
Mi riferisco alla storia dei ricarichi dei ristoratori. Prima di vigilare su di questi io suggerirei ai produttori di vigilare su se stessi ed evitare investimenti inutili (diavolerie tecnologiche in cantina, enologi di grido, consulenti&consulenze strapagate). Non scaricate le vostre colpe sugli altri, fate un esame di coscienza ed agite prima di tutto su Voi stessi!
Maggiore attenzione al consumatore finale. Promuoviamo una vera politica di trasparenza a partire dalle cose semplici: l'annata in etichetta obbligatoria per tutti i prodotti che si vogliano chiamare vino e la chiara indicazione del nome dei vitigni utilizzati (non basta la sola denominzione, della provenienza della materia prima e del luogo dove essa è stata vinificata, perche delle note sul come è stata lavorata(acciaio e/o legno). Tutto scritto chiaro e per esteso senza omissioni, sigle, siglette et similia! Non possiamo pretendere che tutti abbiano frequentato un corso da sommelier per scegliere la bottiglia da mettere a tavola.
Non perdiamo di vista i veri problemi nascondendoci dietro le (presunte) scorrettezze degli altri paesi produttori.
Mi riferisco in particolare a quelli del cosìddetto Nuovo mondo accusati di praticare prezzi sotto costo. Affrontiamoli su altri argomenti quali storia, tradizione e territorio sui quali siamo secondi solo ai francesi. La miglior trasparenza, di cui sopra, aiuterebbe anche il confronto con i paesi emergenti avvantaggiati da etichette più immediate e facili da leggere (vitigno+annata). Del resto, poi, un etichetta più completa costa gli stessi identici soldi.
E' necessario migliorare nettamente e coordinare il più possibile tutte le azioni di promozione del vino italiano all'estero come in Italia, sfruttando tutte le possibili sinergie con i settori di potenziale interesse ma anche di quelli con maggior ricaduta di pubblico. Vi ricordate la T-shirt di Madonna Italians do it better" ("gli italiani lo fanno meglio"). Beh..pensate ad una nazionale di calcio che gioca con la scritta sulla maglietta "italian wine is better!". Al di là della battuta, penso sia giunto il momento di coordinare una seria, unitaria, coerente politica di promozione dell'intero comparto vinicolo italiano mettendo da parte particolarismi e dinteressi di bottega.
Di premi, feste, degustazioni, fiere , ormai ce ne sono fin troppe.
Ed ancora perchè non ricominciamo a preoccuparci della famosa "base", i ragazzi, e non si inizia a pensare ad un corso fatto bene, soprattutto INTERESSANTE, da portare nei licei e negli istituti tecnici per "educare" i ragazzi alla cultura del vino e del cibo e di farne strumento per far loro conoscere il (proprio innanzitutto)territorio. Io non mi vergogno di ammettere che ho imparato, ad esempio, molto più di geografia (sia italiana che straniera) appassionandomi al vino che in anni ed anni di noiosissime lezioni aride e nozionistiche tra i banchi di scuola.
Meditiamo, gente, meditiamo!
 
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Editoriale
Nome: Fabio CIMMINO Età: 35 anni Professione: cercare di farsi licenziare dal padre! Sport: un tempo amava farsi massacrare sui campi di football americano! Hobby: vino & vino ! Il mio bianco preferito: Villa Diamante Vigna della Congregazione 2004. Il mio rosso preferito: Marraioli Aglianico Sannio Doc 2001 di Masseria Venditti Il mio rosato preferito: Lopez de Heredia Rosado Crianza Vina Tondonia 1993. Il mio piatto preferito: la pizza fritta (cicoli, ricotta, pepe ed una finta di pomodoro) Il mio ristorante preferito: Taverna Estia Brusciano (NA) Passioni irrinunciabili: cercare di "sbaciucchiare" quella peste di mia figlia!. Le aziende interessate, possono inviare campioni per la degustazione corredati da schede tecniche e profilo aziendale al seguente indirizzo: Fabio CIMMINO Via A.Manzoni, 94 80123 Napoli.


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